L’ARCHIVOLTO EVENTS, spazio espositivo alla maniera di Micheli
L’Archivolto, casa editrice, libreria e galleria, ha aperto in occasione del Fuorisalone 2010 un nuovo spazio espositivo ”L’Archivolto Events”, opera permanente progettata da Simone Micheli e realizzata grazie al rilevante contributo di Samsung-Staron® nella veste di azienda promotrice, insieme a importanti partner. Il progetto di architettura d’interni immaginato dal vulcanico architetto come un vero e proprio manifesto espressivo e contenutistico connesso al “presente-futuro”, caratterizza lo spazio attraverso un sapiente uso delle qualità sensoriali del solid surface Staron®. L’Archivolto Events nell’immaginario del suo creatore è un luogo di intensificazione sensoriale da vivere tutti i giorni, tutto l’anno, un importante progetto culturale in grado di emozionare, stupire ed esaltare ogni esperienza rendendola unica. E’ un luogo fluido e continuo che intende esprimere un messaggio di unione, di condivisione, di interazione, di fusione tra pensieri, materia, forma e funzione. La prima mostra “Staron®, simply amazing” ospitata nel nuovo spazio L’Archivolto Events ha visto la presenza di prestigiosi designer quali 5+1AA, Simone Micheli, Denis Santachiara, Claudio Silvestrin, che si sono confrontati sul tema dell’uso estremo dello Staron®.

Spazio espositivo
Simone Micheli ne parla cosi
Questo esaltante progetto opera permanente di interior design, prende vita e si materializza dall’intuizione dei suoi due ideatori e sostenitori, gli architetti Silvio San Pietro e Simone Micheli. “Dopo le prime chiaccherate con l’architetto Silvio San Pietro, fondatore de L’Archivolto, sul significato del nuovo spazio espositivo dal punto di vista funzionale, tutto è stato subito chiaro nella mia mente. Avrei creato per lo storico amico una candida cellula emozionale capace di esaltarsi ed esaltare, spegnersi e accendersi, eccitarsi e rilassarsi mediante contrappuntistici nuovi passi formali e funzionali concavi e convessi, attraverso un uso dinamico della luce. Lo spazio che ho creato, immaginandolo come un organismo vivente, si prefigge come obiettivo principale quello di esaltare esperienze percettive e propositive, facendo forte leva sulle sue proprietà espressive e contenutistiche. E’ un frammento di spazio ‘involucrato’ considerato come un inno alla città che verrà. Un nuovo forte segno permanente per la Milano che amo, per la Milano che si trasforma e che sogna il futuro”.
Come si articola questo progetto di Micheli
Fin dall’ingresso del nuovo spazio espositivo appare chiara la volontà di proiettare il metropolitano fruitore in una dimensione immaginifica decisamente rivolta verso il futuro. Ne è emblema la porta che ci attende nel momento in cui decidiamo di varcare la soglia che ci separa dall’interno. Un piano in solid surface, intagliato come il vano di accesso di un’astronave, termina sul lato alto con una deformazione della superficie, risucchiata verso l’interno come da un’anomalia spazio-temporale, una sorta di buco nero che, anziché assorbire col suo immenso potere gravitazionale la luce, emette un bagliore lontano, in continua mutazione cromatica che pare provenire da una misteriosa dimensione altra. La porta, la cui maniglia è una lunga incisione verticale sul piano immacolato, attraverso un’asola in vetro, parallela al taglio della maniglia ma posta in posizione asimmetrica rispetto a essa, ci lascia intravedere l’interno. Al centro, tra le due fessure verticali, un’incisione in basso rilievo, “L’Archivolto Events + Edizioni L’Archivolto”, elegante e discreta. Una soluzione essenziale, questa della porta, o meglio del varco d’ingresso, che preannuncia la narrazione degli spazi interni, una soluzione di estrema pulizia e chiarezza formale senza però la rinuncia all’espressività plastica della materia.

Vetrina espositiva
Il progetto d’interni affronta la sempre accesa problematica del rapporto spazio espositivo/opera esposta, risolvendola con delicato equilibrio. L’architettura degli interni non si pone in modo predominante e non assume mai il ruolo di protagonista assoluta dello spazio ma al contempo non manca di caratterizzarlo fortemente e di creare episodi capaci di interagire ed esaltare le opere da accogliere. Una volta all’interno della sala d’ingresso ci troviamo immersi in un morbido mondo candido, fatto di pareti sinuose in solid surface Staron® che si generano dalle scale di discesa alla galleria espositiva vera e propria per diventare matrice dello spazio architettonico, prima, rivestimento perimetrale fluido dell’intera sala, poi. Una porta che pare intagliata al laser, quasi a scomparsa, nel niveo setto posto frontalmente all’ingresso, rivela con discrezione l’accesso ai locali degli uffici direzionali. Un grande monitor LCD, incorniciato asimmetricamente da un passepartout in specchio, arricchisce l’esperienza sinestetica dello spazio già amplificata dal variare della luce, proiettata dal LED rgb cambiacolore posto nell’estradosso di quella deformazione superficiale, esternamente concava, che internamente genera una lingua, una protuberanza organica che si protende plasticamente verso il centro dello spazio. La superficie lunare del pavimento dai morbidi riflessi, senza tagli né fughe, ottenuto con la stesura di uno strato di malta di cemento e resina, scorre fluida, sale sulle pareti lasciate scoperte dal rivestimento in solid surface, scende lungo le scale per coprire, nella sua totalità, il pavimento della galleria e quello dei locali accessori adiacenti. Il grande salone espositivo seminterrato, le cui pareti sono completamente rivestite in solid-surface, è uno spazio interattivo, in grado di stimolare le capacità sensoriali dei fruitori ed esaltarne le qualità ricettive. Metropolitani arabeschi fluidi, forme digitali mutuate dalle geometrie dei circuiti stampati, realizzati sempre in solid surface, si rincorrono sul soffitto, e sottolineati da luci lineari LED rgb cambiacolore che ne seguono il profilo, scendono sulle pareti aprendo su di esse asole, morbide, profonde, sinuose, progettate per accogliere opere e creazioni su piani in vetro, illuminate da LED, disposti sui fianchi delle nicchie espositive. Sulla parete opposta, ritmata dalle aperture finestrate a filo strada ridisegnate dal rivestimento in solid surface, si alternano monitor LCD incassati nella parete capaci, con il loro contenuto mediatico, di sprizzare luci, colori, immagini, in rapida successione, e ulteriori vetrine, destinate alle mostre temporanee, ricavate sempre con un’operazione di svuotamento della materia, di scavo della parete in solid surface. Le finestre, che sul lato corto del salone si aprono direttamente su via Marsala, diventano esse stesse ulteriori vetrine per l’esposizione di prodotti o di opere d’arte visibili, in questo modo, sia dall’interno, sia dall’esterno.
Tre pilastri esistenti di sezione quadrata in calcestruzzo, rivestiti in specchio secondo la geometria tridimensionale di un prisma irregolare e sfaccettato, scomposto in superfici triangolari sghembe, diventano tre totemici macro concrezioni cristalline riflettenti, capaci di frammentare lo spazio circostante, di destrutturarlo per poi ricomporlo, seguendo quasi un procedimento cubista, in un’unica visione unitaria, onirica e caleidoscopica. I faretti alogeni orientabili, a scomparsa nel soffitto, con fascio luminoso molto stretto, generano un’illuminazione mirata e attenta ma mai scontata. Teatrali fasci di luce danno vita a suggestioni ed emozioni, fanno vibrare la materia, la rendono viva e pulsante, drammatizzano ed esaltano le opere esposte, le pareti, le caleidoscopiche colonne. Attraverso le suggestioni cromatiche delle luci, le presentazioni video, le candide, vergini, lisce superfici parietali, le mille sfaccettature e suggestioni di riflessi anticonvenzionali, L’Archivolto Events diviene uno spazio dove celebrare una storia d’architettura e d’intelligenza: diviene un luogo d’incontro, di confronto e d’espressione artistica e culturale. Ogni singolo gesto progettuale è teso a generare una percezione unica e straordinaria di uno spazio all’interno del quale raccontare una storia connessa al presente-futuro, sospesa tra l’architettura, la moda, il design, la cultura e le umane arti. L’intero intervento crea una forte interazione tra un contenitore capace di esprimere forte contemporaneità e di divenire catalizzatore d’attenzione per chi è desideroso di appropriarsi emozionalmente e fisicamente di un frammento architettonico di futuro, e le opere contenute, i sogni espressi da infinite intelligenze, legate alla dimensione di un rinnovato fare.
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